venerdì 30 maggio 2008

Cani randagi, cammelli e re magi

A questo punto è chiaro che l'unificatore nazionale, l'uomo capace di mettere insieme quel poco che ancora rimane di divisione ideologica nel nostro paese, l'uomo in grado di piacere trasversalmente a generazioni e classi diverse è Lorenzo "Jova" Jovanotti. E non sto parlando solo del concerto, che è stato pur un bello spettacolo con direttori di giornali, impiegati, modelle, attrici, conduttrici televisive, operai, fruttivendoli, dj, vj, giornalisti vari, produttori, lavoratori occasionali, mamme con bambini, studenti, insomma tutti, ma proprio tutti in piedi a cantare insieme "Sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno". Sto parlando dell'aver riunito sotto uno stesso tetto, in una stessa stanza, la più eterogenea gente da party mai vista in vita mia. Un'accozaglia di gente diversissima, come a Milano non capita frequentemente di vedere: alto e basso, destra, sinistra, qualche anarchico e persino una figlia di un presidente del consiglio. Mancava solo Lapo.

giovedì 29 maggio 2008

Le conseguenze del divo

Prendersela con il film di Sorrentino perché è schierato, perché sostiene la tesi della colpevolezza, perché il povero Andreotti è accusato di tutto, perché non è vero che le riunioni della corrente Andreottiana erano proprio così, perché la DC ha fatto grandi cose e non solo schifezze, perché, insomma, Andreotti non è il mostro che verrebbe dipinto nel film, vuol dire solo due cose: che chi sostiene questo non ha visto il film o, se l'ha visto, era già tanto predisposto a parlarne male che non ha colto l'aspetto principale. Sorrentino salva Andreotti. E lo fa con il monologo sul male che viene perpetrato per conservare il bene. Lo salva a tal punto che il vero problema de Il Divo è che si esce dal cinema con la sensazione che Andreotti, in fondo, sia persino un simpatico guaglione.

lunedì 26 maggio 2008

Beautiful cauntri

A parte che Saviano non sarà simpatico ma un conto è scrivere un romanzo, un conto è che la tua casa editrice e i giornali ci costruiscano sopra un fenomeno (e che dovrebbe fare Saviano, ditemi? Impedire alla Mondadori di pubblicare un audio libro dal suo romanzo? Stracciare il contratto? Annegarsi nel laghetto di Segrate?); a parte che adesso Saviano è un esibizionista perché ha rifiutato la passerella ed è ovvio che una volta arrivato lì mi si nota di più se rinuncio piuttosto che se la faccio questa cavolo di passerella; a parte che per alcuni Garrone non sa neanche mettere a fuoco e per altri ha fatto troppo un documentario e per altri ancora ha fatto un film estetico e insomma alla fine non ha fatto nessuno dei due e quindi è una merda; a parte che se Gomorra (film e libro) non se lo fosse cagato nessuno sarebbe diventato ben presto un fenomeno della rete, il libro di culto tra i blogger e altre cagate così, a parte tutto questo c'è da dire però che siete davvero un pubblico meraviglioso perché pur di criticare Saviano, il Gomorra-marketing, il savianesimo e tutta quella roba lì avete eletto Pasquale Squitieri a vostro pensatore di riferimento.

[Nota a margine: Saviano non ha fatto il red carpet. Non mi pare abbia neanche partecipato a festa alcuna. Quando l'ho visto io stava seduto su un divanetto nello spazio Italia, all'Hotel Hogan Hilton. Sembrava una persona normale (ma dai?). Le guardie del corpo non gli erano appiccicate (ma dai?), ma se ne stavano per i cavoli loro sul terrazzo. Si sono avvicinate e lo hanno preceduto solo quando lui ha deciso di tornare in albergo. L'unica colpa che gli si può attribuire è di natura estetica: Savia', quella camicia rossa che tenevi nun se' po' vede'.]

Maledetta primavera

Cazzo, cazzo, cazzo. Domani c'è Feist ai Magazzini Generali e io me ne sono completamente dimenticata. Si troveranno ancora dei biglietti?
(non ricordo se l'ho già scritto, ma venti minuti al telefono con Feist, qualche mese fa, fecero vacillare la mia eterosessualità come neanche il famoso incontro con Kate Moss. L'avrei raggiunta ovunque, giuro)
Update: usando schifosamente moine di ogni genere sono riuscita ad ottenere un accredito last minute. comunque mi hanno assicurato che ci sono ancora biglietti. ci si vede là.

domenica 25 maggio 2008

Cannes/post

Evviva. Adesso manca solo qualcuno che ci spieghi la differenza tra Premio della Giuria e Gran Premio della Giuria.

Cannes chronicles/Le statistiche

Numero di film visti: 6
Numero di feste a cui ho presenziato: 7
Numero di abiti da sera indossati: 3
Di cui in prestito: 2
Giorni di pioggia: 7
Numero totali di volte in cui ho incontrato Sean Penn: 3
Di cui a feste: 2
Di cui all'uscita da una proiezione, nell'unico giorno davvero caldo, con lui vestito come se fosse appena uscito dal set di Into the wild: 1
Numero di interviste fatte: 11
Di cui a probabili vincitori di premi: 3
Numero di pianti fatti: 2
Numero di volte in cui sarei voluta tornare a casa all'istante: 4
Numero di sbronze: 2
Di cui con hangover pesante il giorno successivo: 1
Numero totale di vestiti di Lanvin provati: 6
Di cui taglia 38: 1
Di cui taglia 40: 5
Di cui acquistati (indipendentemente dalla taglia): 0
Numero di volte in cui ho fatto più di un'ora di coda per poi non riuscire ad entrare alla proiezione: 2
Numero di coinquilini importunati dalle vicine di casa pazze: 1
Numero di vicine di casa pazze: 3
Numero di gay incontrati: indefinibile
Numero di round table con giornalista australiana seduta vicino che singhiozza tutto il tempo perché commossa al solo ricordo di Marcello Mastroianni: 1
Numero di sms inviati a Rex Weiner al fine di organizzare un aperitivo, una cena, un latte caldo insieme: 6
Di cui aventi risposta: 0
Numero di volte in cui ho incontrato (feste escluse) Natalie Portman mano nella mano con Devendra Banhart: 3
Numero di possibili mariti incontrati: 2
Di cui produttori cinematografici di origine greca con residenza a Los Angeles: 1
Con cui è avvenuto scambio di biglietti da visita: 1
Di cui hanno effettivamente richiamato: 0
Numero di email mandate: 124
Numero di email ricevute: 347
Numero di incubi fatti: 3
Di cui con protagonista un ex: 1
Numero di volte in cui sono andata dal parrucchiere: 2
Numero di volte in cui ho pensato "qui non ci vengo mai più": 5

venerdì 23 maggio 2008

Cannes chronicles/7

A Cannes succedono cose sempre più meravigliose. Ieri sera, ad esempio, è successo che a un certo punto Sharon Stone, Natalie Portman con Devendra Banhart, Milla Jovovich, Sean Penn, Juliette Lewis, Carine Rotfield, Renzo Rosso, Dita Von Teese, Petra Nemcova, Simona Siri e chissà quanti altri mi dimentico (e chissà quelli che non ho visto, che si sa che sono cecata e dopo due bicchieri pure strabica), comunque diucevo tutta questa bella gente, Siri compresa, erano tutti nella stessa stanza a ballare e a bere fino a molto tardi (o molto presto, dipende) quando la festa è terminata e ognuno è tornato nel proprio albergo. Questa mattina non si cosa abbiano fatto Sharon Stone, Natalie Portman con Devendra Banhart, Milla Jovovich, Sean Penn, Juliette Lewis, Carine Rotfield, Renzo Rosso, Dita Von Teese, Petra Nemcova e chissà quanti altri di quelli che erano presenti ieri sera e che mi sono dimenticata di citare.
Quello che si sa di sicuro è che Simona Siri ha passato la mattinata a vomitare.

Cannes chronicles/6

I primi dieci minuti de Il Divo sono così spettacolari, fantastici, meravigliosi che se il film fosse tutto a quel livelo sarebbe un capolavoro assoluto (no, poi purtroppo il resto non lo è, a quel livello, e infatti capolavoro non è).

martedì 20 maggio 2008

Cannes chronicles/5

Le cose meravigliose che succedono qui a Cannes. Ieri sera, ad esempio, per una breve manciata di secondi Mick Jagger, Gwyneth Paltrow, Andy Garcia e Simona Siri si sono ritrovati tutti insieme nella stessa stanza. E' stato breve, e' durato poco, perche' appena messo piede alla festa e constatata l'atmosfera da "capodanno con i genitori anziani" (per me ma pure per lui, pensate un po'), Mick Jagger ha girato i tacchi e se ne e' andato. Gwyneth ha firmato due autografi, ha sorriso ai flash, ha consegnato un premio, insomma ha fatto tutto quello che doveva fare per giustificare i 50 mila e piu' euro di cachet. La Siri - conciata come un cioccolatino - si e' avvicinata al bancone del bar dove ha tracannato tre bicchieri di champagne di fila, notoriamente quel tanto che basta per far partire l'occhio sinistro verso una direzione completamente sconosciuta all'occhio destro. Poi si e' allontanata nella notte, sotto la pioggia, al braccio di un noto gay festivaliero. Andy Garcia e' rimasto li' a suonare i bonghi.

sabato 17 maggio 2008

Cannes chronicles/4

Immaginate di dover intervistare Chiara Mastroianni, protagonista, assieme alla madre Catherine Deneuve, del film Un conte de Noel. Immaginate di aver visto il film, ma di non essere riusciti ad andare alla conferenza stampa. Immaginate di aver letto l'articolo di Giovanna Grassi sul Corriere. Lo so, lo so, e' pure sgrammaticato, ma insomma, e' la sintesi di una conferenza stampa, e mi serviva come base minima e recente per l'intervista. Adesso immaginate di essere davanti a Chiara Mastroianni e mentre state parlando del film, della famiglia, dell'essere madre e dell'essere figlia, insomma di tutto quello di cui parla - dolorosamente e esageratamente - il film in questione, ecco immaginate che a voi venga in mente una frase - questa frase: "Ammetto che ho avuto difficoltà a pronunciare quelle frasi, a dire a un figlio che non lo ami", che secondo Giovanna Grassi Catherine Deneuve avrebbe pronunciato durante la conferenza stampa - e di chiederne conto alla figlia. Adesso immaginate che Chiara Mastroianni molto educatamente vi dica: "Veramente lei ha detto esattamente il contrario, ha detto che e' stato divertente e liberatorio pronunicare quella frase".
Bene, adesso immaginate la mia di faccia, ma soprattutto immaginate cosa in quel momento avrei voluto fare della faccia di Giovanna Grassi se solo l'avessi avuta davanti.

venerdì 16 maggio 2008

Cannes chronicles/3

Pensavo: siccome qui nessun negoziante ti fa lo scontrino di sua sponte, un po' come gli ambulanti del mercato di Milano, tutti calzolai della mia zona, la panettiera con le brioche d'oro sotto casa, insomma siccome qui nessuno - a meno che non venga esplicitamente richiesto - fa lo scontrino epperò nessuno sembra lamentarsi, dando l'impressione che qui è normale, che evidentemente i commercianti pagano le tasse nonostante l'assenza di scontrini, ecco mi chiedo, ma quindi escludendo che i commercianti francesi siano tuti evasori, non è che semplicemente qui hanno un altro sistema? E se hanno un altro sistema, e se questo sistema funziona, non si potrebbe semplicemente copiarlo?
(sì, lo so che dovrei parlare di film, ma non lo sapete che la cosa più difficile qui a cannes è riuscire a vedere i film?)

Cannes chronicles/2

Oggi piove, ho visto un solo film, non ho trovato marito e dopo appena due sere sui tacchi ho già le bolle sotto i piedi.

giovedì 15 maggio 2008

Cannes chronicles/1

Il fatto che a dirvelo sono io che sono, uhm... come dire, in evidente stato di conflitto di interessi non dovrebbe fermarvi dal credere che ieri sera, alla festa di Chopard e Alberta Ferretti, ero fighissima nel mio abitino color pesca.
(e comunque la mia carriera da party crasher potrebbe anche finire qui dal momento che ieri sera sono stata fotografata accanto a Ildo, l'uomo che quando compare in fotografia con P.Diddy, poi tutti a chiedere: "ma chi è il ragazzone nero vicino a Ildo?")

venerdì 9 maggio 2008

Momenti di gloria

Erano anni che aspettavo di dire questa frase, anzi si può dire che lo scopo della mia vita era di arrivare a dire un giorno la frase: «Parli pure con il mio agente».
(vabbe', ok, la frase completa non è "parli pure con il mio agente, è lui che si occupa del mio caché/interviste/servizi fotografici/eventuali partecipazioni a Glastonbury" quanto piuttosto "parli pure con il mio agente immobiliare, è lui che si occupa della vendita della casa" ma non state a fare i difficili adesso, suvvia)

mercoledì 7 maggio 2008

L'alligalli

Se prima eravamo in 12 (al massimo massimo 15) a voler fare i ministri, adesso siamo in 21 a fare i ministri.
(E comunque, la cosa che mi inquieta di più è questa notizia della Brambilla Ministro della Sanità. La Brambilla. La Brambilla. Il vuoto assoluto, le due ore peggio spese della mia vita)

Figli delle stelle

Lo spassosissimo video della conferenza stampa con cui Tom Waits annunica il trour americano.
E adesso ripetete tutti insieme: «Pehdtsckjmba!»

sabato 3 maggio 2008

Se è per questo, ognuno ha anche lo stalker che si merita

Uma Thurman avrà i suoi guai, ma anche io non me la passo malaccio. Oggi sono stata seguita e abbordata, appena uscita dalla Rinascente. Prima si è rivolto a me in inglese, pensando che fossi straniera. Poi ha messo in atto il brillantissimo clichè del forse-ci siamo-già-visti-da-qualche-parte. All'Executive Lounge, diceva lui, e non chietemi cos'è, ma il nome e la zona (C.so Como) già dicono tutto. Comunque, siccome sono fessa, ad un certo punto gli ho anche dato corda tanto che dopo che la conversazione aveva raggiunto picchi di comicità impensabili ("Sono sicuro di averti già vista, fai per caso un lavoro pubblico?" "Mah forse qualche donna di tua conoscenza legge Gr...." "Ci sono! Fai la commessa in centro!") lui ha insistito per lasciarmi il suo numero di telefono e, mentre mi tendeva il biglietto da visita, ha pronunciato la frase che mi ha regalato il primo momento Lauren Hutton della mia vita: «Chiamami pure quando ne hai bisogno».