lunedì 23 giugno 2008

Il tempo delle mele

Io, da piccola, facevo pagare mia nonna e poi le cantavo Maledetta Primavera della Goggi

Ormai lo fanno tutti, pure l'utima arrivata Leona Lewis. Se però non siete miliardari come Abramovich o qualche suo compatriota e non potete permettervi 1 milione di sterline per avere Amy Winehouse nel vostro salotto (e dover anche correre il rischio di nascondere l'argenteria, non si sa mai), potete provare con questo sito: si organizzano concerti privati sulla base delle richieste dei fan. Più richieste più possibilità di avere i Radiohead se non nel vostro giardino privato, almeno in quello condominiale.

mercoledì 18 giugno 2008

Ognuno ha i lettori che si merita

Con ritardo, ma ho finalmente letto l'articolo (più che altro una tabella) di Wired sulle droghe e la successiva polemica - iniziata dal New York Times e finita su alcuni blog - di cui parla Sofri in questo post. Pensate che il Guardian qualche anno fa pubblicò uno speciale droghe informatissimo, con l'indicazione di effetti, rischi, caratteristiche, prezzi, zona di spaccio per ciascuna droga. Come dire: siccome assumo che tu lettore non sia un idiota e che noi si viva tutti nello stesso mondo, e siccome io sono un giornale e il mio compito è di informare, allora se ti voglio davvero informare sull'argomento droghe ti dico anche che il prezzo medio sul mercato di una pastiglia di ecstasy è di £ 5 e che se te ne chiedono 20, be' sappi che ti stanno fregando.
(i prezzi sopra indicati non sono casuali. i lettori di questo blog non sono mica idioti, no?)


domenica 15 giugno 2008

Le parole sono importanti

Cliente: "Scusi, quest'abito è già in saldo?"
Commesso: "Ehm... tecnicamente non è in saldo, ma c'è un'agevolazione alla cassa del 45%"

venerdì 13 giugno 2008

Alla fin fine sono (siamo) tutte delle groupie

Helena Christensen e Paul Banks. E ho detto tutto.
(no, vabbe', ma i due stanno insieme da marzo e io non ne sapevo niente)

mercoledì 11 giugno 2008

Ognuno ha diritto al suo Unforgettable Fire

Quello dei Coldplay si intitola Viva La Vida e arriva 24 anni dopo quello originale (che poi, in realtà, nell'economia della band questo disco è più il loro Kid A. Il primo disco dei Coldplay dove i pezzi sono tutti assolutamente non cantabili. Che per un gruppo che ha fato della cantabilità da stadio la sua arma migliore non è un cambiamento mica da poco, oh).
[E comunque pensavo: Apple, Moses, Viva La Vida. Cos'è, un disturbo? "L'uomo che assegnava nomi orribili alle sue creature": il prossimo best seller di Oliver Sacks]

domenica 8 giugno 2008

Segni della fine del mondo/3

Il club di scambisti sotto casa mia ha chiuso definitivamente.

giovedì 5 giugno 2008

mercoledì 4 giugno 2008

Nuovi inarrivabili modelli di riferimento

Beatrice Borromeo fotografata sulla copertina di CHI a fare pucci pucci con Pierre Casiraghi. La ragazza ha capito tutto: si fa carriera a sinistra, ma poi si cerca seriamente marito a destra.

Hillary and the City

Sul Corriere di oggi Maria Laura Rodotà riprendendo un articolo apparso ieri su Slate scrive: "Le ex ragazze della serie ora film erano ambiziose e indipendenti; ma erano alla continua ricerca di conferme emotive tramite scarpe costose e approvazione maschile di qualche Mr. Big. Hillary è stata una macchina da guerra tutta la vita; però mai da sola".
A parte che non si capisce perché non dovrebbe valere anche il contrario ovvero che Clinton è stato una macchina da guerra ma mai da solo, perchè sposato a Hillary, ciò che fa piacere è constatare che oggi, giugno 2008, siamo ancora a discutere dell'incompatibilità del femminismo con la ceretta e l'acquisto di Louboutin.
You go, Maria Laura!

martedì 3 giugno 2008

Segni della fine del mondo

In occasione della prima newyorkese di Sex&The City, la casa di moda Nina Ricci ha rifilato a Sarah Jessica Parker un abito già indossato da un'altra celebrity - tale Lauren Santo Domingo - in un'occasione pubblica. Signora mia.
(meravigliosa la difesa di Mario Grauso presidente della compagnia che possiede Nina Ricci: "ma Lauren Santo Domingo non è una vera celebrity quindi tecnicamente noi non abbiamo mentito").

lunedì 2 giugno 2008

Elementi di immobiliarismo amoroso

Urge nuovo manuale che classifichi gli uomini in base a come si pongono nei confronti del mercato immobiliare. A una settimana dall'aver messo in affitto il mio monolocale ho già avuto a che fare con diverse tipologie di maschio, la disposizione dei quali nei confronti dell'oggetto "casa in affitto" non può non essere altamente rivelatoria della loro disposizione nei confronti degli oggetti "femmina" e "relazione sentimentale".

L'adolescente trafelato
Arriva a vedere la casa che è già indeciso. Vorrebbe, ma non è sicuro. Non sa. Ci vuole pensare. Si prende qualche giorno per riflettere. Dice che chiamerà lui. Dopo una settimana non ha ovviamente chiamato. Lo chiami tu. "Stavo giusto per chiamarti io", dice. Abbozza. Balbetta mille scuse. La casa gli piace, ma dice di non si sentirsi pronto. Non è il momento giusto. Forse tra qualche mese. Chissà. Si farà vivo lui.

Il maschio ipertecnologico
Arriva deciso e organizzato. Puntuale e preciso. Tira fuori la macchina fotografica e scatta ossessivamente decine di fotografie. Fa miriadi di domande tecniche alle quali voi non sapete ovviamente rispondere. Prende appunti. Fa calcoli. Misura tutto. Se ne va dicendo che si prende qualche giorno per pensarci: prima deve tornare a casa, scaricare le foto sul computer, fare una simulazione in CAD, chiedere consiglio all'amico architetto.

Il frequentatore di profumerie
Non ha ancora messo piede in casa (vostra) che vi ha già sciorinato cinque idee brillantissime su come migliorare l'appartamento. Conosce tutti i negozi di mobili, tende, elettrodomestici, pentole, articoli da bagno, insomma qualsiasi cosa inerente alla casa lui la sa (così come non manca di mettervi al corrente che è piuttosto informato di tutto: dalla politica, allo sport, dal cinema alla letteratura russa). Si congeda con un commento sui gerani del terrazzo che secondo lui avrebbero urgente bisogno di una potatura.

Lo stronzo doppia esposizione
Vi chiama sette volte in due giorni per fissare l'appuntamento. Vi scrive quattro mail. É brillante e spiritoso, fa molte domande, si interessa. Vi tratta come se vi conosceste da mesi. Se non aveste paura di essere prese per mitomani giurereste che un po' flirta. Capite che flirta decisamente quando, durante l'ultima telefonata, butta lì l'idea di un aperitivo, dopo aver visto la casa. Il giorno stabilito voi siete sotto il portone puntuali. Lui, dopo dieci minuti non si vede ancora. Lo chiamate, ma il telefono è staccato. Aspettate altri dieci minuti. Non arriva. A casa controllate la mail: nessun messaggio. Non avete mai pi sue notizie.

domenica 1 giugno 2008

Too Posh To Push


Sul numero di luglio di Vanity Fair America, Angelina Jolie (stra)parla della sua carriera, di Brad, di famiglia e, ovviamente, delle sue due gravidanze, rivelando che la nascita di Shiloh è avvenuta attraverso taglio cesarro (e presumibilmente anche la nascita dei due gemelli, dato che son gemelli e che come si dice "one cesarian, always cesarian"). Comunque, nei commenti sul sito si scatena una polemica alimentata dai sostenitori del "devi partorire con dolore" che pensavo che la Jolie - come molte altre donne di spettacolo - abbia scelto il cesareo per motivi estetici e di praticità che per reale necessità. Tutto piuttosto noioso fino a quando un geniale commentatore se ne esce con questa battuta: "Too Posh To Push", troppo snob per spingere.
[aggiungete qui sotto il solito commento sulla superiorità della lingua inglese su quella italiana].